Boehringer Ingelheim ha realizzato con successo i propri programmi gettando solide basi per il futuro. Nel 2011 ha registrato infatti un aumento del fatturato netto del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 13,2 miliardi di euro. L'utile operativo sale a 2,3 miliardi di euro e la redditività netta delle vendite al 17,3%.
Alla crescita di Boehringer Ingelheim nel 2011 hanno contribuito tutte le divisioni: i farmaci da prescrizione (+ 8,2% al netto degli effetti di cambio), i prodotti di automedicazione (+7,1% al netto degli effti di cambio), i farmaci veterinari (+8% al netto degli effetti di cambio) e la divisione Clienti industriali (+ 9,2% al netto degli effetti di cambio), in modo particolare con il comparto dei biofarmaci.
L'andamento positivo del fatturato è da attribuire in misura determinante alle aree America e Asia/Australia/Africa. Alla regione America si deve il 46% del fatturato complessivo del gruppo (+ 6,3% rispetto all'anno precedente) confermandosi come il mercato più importante per Boehringer Ingelheim. Con un fatturato di 4,0 miliardi di euro l'Europa segna una lieve contrazione del -1,3%, da ricondurre all'inasprimento delle regolamentazioni, mentre la crescita maggiore si registra in Asia/Australia/Africa, con un fatturato netto di 3 miliardi di euro (+ 9,9% rispetto al 2010).
Nel 2011, l’azienda ha investito in R&S 2,5 miliardi di euro (+ 3% rispetto all’anno precedente) pari al 23,5% del fatturato totalizzato con i farmaci da prescrizione, posizionandosi al di sopra della media del settore.
Il 77% del fatturato netto di Boehringer Ingelheim è da ricondurre ai farmaci da prescrizione che, nel 2011, hanno registrato un incremento dell’8,2% (al netto degli effetti di cambio), superiore, quindi, alla crescita media del mercato farmaceutico mondiale che si attesta, secondo gli analisti di IMS, al 4,6%.
Anche i farmaci senza obbligo di prescrizione hanno registrato nel 2011 un andamento positivo, con un aumento del fatturato del 7,1% (al netto degli effetti di cambio).
La Divisione veterinaria contribuisce per il 7% al fatturato complessivo del gruppo, passando dai 921 milioni di euro nel 2010 ai 976 milioni nel 2011 (+ 8% al netto degli effetti di cambio). Grazie a questo andamento, Boehringer Ingelheim si colloca fra i produttori di farmaci veterinari con il miglior andamento al mondo e segna ancora un tasso di crescita superiore alla media del mercato.
Boehringer Ingelheim in Italia
Con un fatturato netto 2011 pari a 463 milioni di euro, in calo del 12% rispetto all’anno precedente - flessione in linea con le previsioni fatte a seguito della perdita del brevetto di Mirapexin – Boehringer Ingelheim Italia si colloca a livello nazionale tra le prime venti aziende farmaceutiche, a testimonianza del valore strategico del nostro Paese nella politica industriale del Gruppo sia per la ricerca di base e clinica, sia per la produzione dei principi attivi.
E proprio in merito alla ricerca, BI Research Italia, società autonoma del Gruppo dedicata alla ricerca di base, nata nel luglio 2010, ha identificato oltre 8.000 entità chimiche nel 2011, due delle quali già candidate alla fase di sviluppo pre-clinico”.
Nel 2011 Boehringer Italia ha lanciato un nuovo sistema di erogazione del farmaco ad oggi più prescritto al mondo per il trattamento della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva. Il sistema si avvale di un inalatore di nuova generazione, senza propellente, che coniuga una tecnologia innovativa alla comprovata efficacia del principio attivo, rappresentando un importante passo avanti nella somministrazione per via inalatoria della terapia per la BPCO, ritenuta da molti pazienti di difficile gestione.
L’Italia sta, inoltre, per lanciare un innovativo anticoagulante, già approvato in USA, Canada, EU, Giappone ed altri Paesi, per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale, per il quale il nostro Paese sta ottendendo l’autorizzazione all’immissione in commercio.