Nel 2010 Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto sostanzialmente in linea con i livelli dell'anno precedente, riuscendo a compensare quasi completamente le previste mancate vendite, già preannunciate lo scorso anno, pari a 1,4 miliardi di euro, dovute alla scadenza dei diritti di esclusiva su prodotti importanti per il fatturato nel mercato farmaceutico statunitense e gli ulteriori oneri derivanti dalle riforme sanitarie negli USA e in Europa.
Nonostante questo, l'andamento del Gruppo nel 2010 è stato soddisfacente: il portafoglio dei Farmaci da Prescrizione ha registrato un incremento del 5,5% al netto degli effetti delle differenze di cambio, il fatturato della Divisione Veterinaria ha avuto un aumento sostenuto del 51% e si è assistito al successo dei nuovi prodotti lanciati sul mercato. L'utile operativo - assimilabile all'EBIT (margine operativo netto) - si è attestato attorno a 1,9 miliardi di euro, che corrisponde a una redditività netta delle vendite (rapporto fra utile operativo e ricavi netti di vendita) del 15,1%. Pertanto, nonostante il difficile quadro generale, il 2010 è stato un anno positivo per Boehringer Ingelheim.
Nel 2010, l'azienda ha investito in R&S il 24% del suo fatturato dei Farmaci da Prescrizione, la percentuale più alta di tutti i tempi (2009: 21%).
Nel 2010, la media annua dei dipendenti Boehringer Ingelheim a livello mondiale è stata di 42.224 persone con un incremento rispetto all'anno precedente del 2% (2009: 41.534).
I farmaci per uso umano continuano ad essere il pilastro centrale dell'andamento delle vendite di Boehringer Ingelheim, con un contributo al fatturato netto complessivo nel 2010 pari al 93%, ovvero 11,7 miliardi di euro, di cui 9,7 miliardi di euro proveniente dai Farmaci da Prescrizione. Il contributo della divisione Consumer Health Care, cresciuta del 4,5% nel 2010, è stato di 1,3 miliardi di euro. Tale crescita è stata generata principalmente dai mercati emergenti, quali Cina, Brasile e Russia. La divisione Veterinaria durante lo scorso esercizio ha registrato ottime performance, con un fatturato netto cresciuto del 51%, attestandosi a 921 milioni di euro (2009: 610 milioni di euro).
Boehringer Ingelheim in Italia
Con un fatturato netto pari a 528,7 milioni di euro, in crescita del 14% rispetto al 2009, l'Italia si colloca a livello nazionale tra le prime venti aziende farmaceutiche, a testimonianza del valore strategico del nostro Paese nella politica industriale del Gruppo sia per la ricerca di base e clinica, sia per la produzione dei principi attivi.
Il 2010 è stato caratterizzato da un importante avvenimento: la nascita di BIRIT (Boehringer Ingelheim Research Italia), una società autonoma del Gruppo Tedesco, impegnata a livello internazionale nella ricerca pre-clinica con particolare interesse verso l'identificazione di nuove entità chimiche che possano contribuire al miglioramento della qualità della vita dei pazienti che soffrono di patologie afferenti al Sistema Nervoso Centrale, all'area cardio-metabolica e quella respiratoria..
Oltre a prodotti "maturi" che continuano ad avere ottimi andamenti e che sostengono gli investimenti in R&D, ci stiamo preparando a lanciare sul mercato prodotti innovativi in aree terapeutiche molto importanti quali l'ictus, il diabete e l'oncologia.
E proprio l'innovazione sarà l'elemento cruciale su cui puntare per vincere le sfide poste dai nuovi scenari internazionali e per rendere competitivo il comparto in Italia.
Buono l'andamento della Divisione Consumer Health Care, con prodotti che hanno ampliato l'offerta per i pazienti mantenendo i primi posti nella preferenza.
Buoni anche i risultati della Divisione Veterinaria e ottime le performance di Bidachem, l'azienda chimica del Gruppo Italia con sede a Fornovo San Giovanni (Bergamo), che ha registrato un fatturato di 109,9 milioni di euro.