Area urologica
In ambito urologico l'interesse di Boehringer Ingelheim
si focalizza su un'importante e diffusa malattia caratterizzata dall'ingrossamento
della prostata, detta ipertrofia prostatica benigna.
Prostata
La prostata è una ghiandola dell'apparato genitale maschile la cui forma e dimensione
ricorda quelle di una castagna. E' situata sotto la vescica e circonda il tratto
iniziale dell'uretra (quel condotto che convoglia all'esterno l'urina). La prostata
produce una secrezione che costituisce gran parte del liquido spermatico. La sua
particolare posizione spiega perchè il suo aumento di volume influenza lo svuotamento
della vescica e quindi la minzione. La prostata può essere sede di malattie infiammatorie
(prostatiti), ingrossamento benigno (ipertrofia prostatica benigna o adenomatosi
prostatica), tumori maligni (adenocarcinoma prostatico). Il cancro della prostata
colpisce circa il 10% degli uomini.
Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB)
Con l'età, in particolare a partire dai 30 anni, la prostata tende generalmente
ad aumentare di volume e a causare disturbi a carico dello svuotamento vescicale.
In Italia purtroppo mancano dati precisi sulla frequenza dell'IPB anche se il problema
è destinato a rivestire un'importanza sempre maggiore negli anni e un numero sempre
crescente di uomini soffrirà di disturbi e complicanze legate a questa patologia.
In generale soffre di IPB il 14% degli uomini di 40 anni e oltre il 40% degli uomini
di 70 anni. A 55 anni il 25% degli uomini nota una riduzione della forza del getto
urinario.
Le cause
L'aumento di volume della prostata è attribuita all'azione degli ormoni maschili
(androgeni). L'ipotesi più accreditata fa riferimento a uno squilibrio tra i vari
fattori di crescita a cui il tessuto prostatico è sensibile, al quale conseguirebbe
la formazione di uno o più micronoduli, destinati ad accrescersi autonomamente.
Non sono chiare invece altre possibili influenze da parte dell'ambiente (composti
inquinanti, sostanze tossiche), dello stile di vita (alimentazione, fumo, alcol,
rapporti sessuali poco frequenti), della condizione socioeconomica e di altre malattie
quali diabete, ipertensione e cirrosi epatica.
I sintomi
L'ingrossamento della prostata provoca disturbi destinati a persistere nel tempo
e a peggiorare con l'esposizione al freddo. Tuttavia ognuno può risentire in maniera
differente dell'ipertrofia, anche in relazione a fattori ambientali, psicologici
ed endocrini. I disturbi più frequenti sono:
- Esitazione e difficoltà alla minzione (detta, nel gergo medico, disuria), soprattutto
nel suo momento iniziale, a fronte peraltro di uno stimolo urinario impellente (detta
minzione imperiosa)
- Riduzione della forza del getto urinario, segnalato dal paziente e valutabile mediante
opportune indagini; al termine della minzione si osserva inoltre un fastidioso gocciolamento
di urina
- Bisogno di urinare spesso (pollachiuria) sia durante il giorno che di notte (nicturia)
- Sensazione di incompleto svuotamento della vescica (ritenzione)
Il protrarsi nel tempo dell'ipertrofia prostatica fa sì che, per svuotarsi, la vescica
debba contrarsi con forza sempre maggiore per vincere la resistenza determinata
dall'ingrossamento della prostata; questo può determinare la formazione di estroflessioni
della parete vescicale denominati diverticoli vescicali. Inoltre l'ostruzione provocata
dall'ingrossamento della prostata provoca spesso un incompleto svuotamento della
vescica: il ristagno di urina all'interno della vescica può causare lo sviluppo
di infezioni e la formazione di calcoli all'interno della vescica stessa.
Terapia
La terapia dell'IPB varia in relazione al volume della prostata e dell'entità dei
disturbi. I farmaci disponibili sono caratterizzati da diversi meccanismi d'azione,
e vengono quindi impiegati dal medico da soli o in associazione, a seconda del caso
specifico. Gli alfa-1-antagonisti o alfa-litici, in particolare, bloccano i recettori
alfa- 1-adrenergici, favorendo così il rilassamento della muscolatura liscia vescicale
e prostatica, a cui consegue una riduzione della resistenza al flusso urinario e
quindi il miglioramento dei sintomi.
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