La presenza di Boehringer Ingelheim Italia pneumologia è particolarmente significativa, sia in considerazione della numerosità dei prodotti, che spaziano dai mucolitici agli antiasmatici, che dell'impegno nella ricerca clinica e scientifica. Fulcro dell'interesse aziendale è la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una malattia che costituisce la quarta più importante causa di morte a livello mondiale e rappresenta un capitolo molto importante delle patologie respiratorie croniche.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva consiste in un'ostruzione parzialmente reversibile delle vie aeree causata principalmente dal fumo di sigaretta. Si manifesta clinicamente con progressiva mancanza di respiro, prima da sforzo poi nei casi gravi anche a riposo, tosse e catarro cronici.
La BPCO è una malattia in costante aumento sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo, con una frequenza media intorno al 5% nella popolazione generale, ma particolarmente diffusa nell'adulto e nell'anziano (soprattutto di sesso maschile), in cui può interessare, oltre i 60 anni, 1 individuo su 5. In Italia colpisce circa 3 milioni di persone (4,5% della popolazione), ma circa il 18% degli italiani presentano patologie polmonari ostruttive o alterazioni della funzionalità polmonare (valutata tramite spirometria) da ostruzione delle vie respiratorie.
Da recenti dati emerge che ogni anno si registrano circa 180.000 ricoveri ospedalieri della durata media di dieci giorni con un costo annuo per lo Stato per ogni malato che varia, a seconda della gravità, da 3000 a 7000 euro. Si può pertanto affermare che la BPCO rappresenta in assoluto la prima causa di ricovero in ambito pneumologico e internistico e si posiziona al quarto posto nella triste classifica delle cause di morte (secondo le stime, nel 2020 conquisterà il terzo posto) e la sua diffusione continuerà a crescere a causa del fumo di sigaretta e dell'inquinamento atmosferico.
E' opportuno sottolineare che le patologie respiratorie si collocano al terzo posto tra le cause di assenza dal lavoro per malattia: tra queste, la BPCO è responsabile del 56% delle assenze fra gli uomini e del 24% per le donne. La BPCO d'altra parte è causa di significativa invalidità e perdita di produttività, oltre che di un peggioramento della qualità della vita. Le riacutizzazioni e l'insufficienza respiratoria possono rendere necessario sia il ricovero in ospedale che terapie complesse e costose.
I fattori predisponenti
La BPCO è causata principalmente dal fumo di sigaretta e dal fumo di qualsiasi natura. Altri fattori riconosciuti, che tuttavia hanno un impatto minore soprattutto nel mondo occidentale, sono l'esposizione professionale a sostanze irritanti o l'esposizione ad irritanti in ambito domestico, generati dal riscaldamento o dalla cottura degli alimenti. Le infezioni possono contribuire alla riacutizzazione, mentre non è sicuro il loro ruolo nella patogenesi della malattia. In una minoranza di pazienti vi è una predisposizione genetica allo sviluppo della BPCO, che tuttavia richiede sempre l'esposizione a un fattore ambientale, primo tra tutti il fumo di sigaretta.
Le manifestazioni
I due disturbi principali che inducono un individuo con BPCO a consultare il medico sono la tosse e la difficoltà respiratoria (dispnea), talora accompagnati da respiro sibilante. In molti soggetti è presente tosse cronica, più intensa al mattino che, talora, è il sintomo clinico dominante. L'espettorato generalmente è mucoso, ma diviene purulento durante le riacutizzazioni infettive, che costituiscono la complicanza principale e più temuta e sono caratterizzate da aumento della tosse e del catarro, respiro sibilante, dispnea e talvolta febbre. La dispnea compare gradualmente nell'arco di diversi anni e nelle fasi avanzate limita le normali attività quotidiane. Al momento in cui i pazienti iniziano a lamentare dispnea hanno, di solito, più di 40 anni ed evidenza funzionale respiratoria di ostruzione al flusso aereo di grado moderato o severo. Con la progressione della malattia gli intervalli fra le riacutizzazioni divengono più brevi e nelle fasi ancora più avanzate la riacutizzazione può provocare riduzione del tasso di ossigeno nel sangue (ipossiemia) con comparsa di un colorito bluastro della cute (cianosi), espressione anch'esso di una ridotta ossigenazione. Nelle fasi avanzate della BPCO sono frequenti l'anoressia e la perdita di peso, che si accompagna a una maggiore compromissione della funzione respiratoria. La presenza di sintomi correlati con il sonno, e in particolare la sonnolenza diurna e il russamento marcato, dovrebbero suggerire la possibilità di una concomitante sindrome di apnea ostruttiva durante il sonno, che è particolarmente frequente negli obesi.
L'approccio terapeutico
Per prevenire l'insorgenza e l'evoluzione della BPCO è di fondamentale importanza ridurre l'esposizione complessiva al fumo di tabacco, alle polveri in ambito professionale e all'inquinamento degli ambienti interni ed esterni. In particolare, la sospensione dell'abitudine tabagica è considerata, nella maggior parte delle persone, l'intervento più efficace ed economicamente più vantaggioso per ridurre il rischio di sviluppare la BPCO e arrestarne la progressione Per quanto riguarda il trattamento farmacologico i broncodilatatori a lunga durata d'azione per via inalatoria rappresentano la terapia di base fin dai primi stadi della malattia e può aiutare il paziente a recuperare parte della capacità di svolgere le attività quotidiane, riducendo la sensazione di fiato corto. La maggior efficacia si ottiene con l'intervento precoce e seguendo regolarmente la terapia.
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