Aids
Definita come "la peste del secolo" in considerazione della sua diffusione su scala
mondiale e dell'assenza di una terapia in grado di eradicare la malattia, la sindrome
da immunodeficienza acquisita (AIDS) è caratterizzata da un grave deficit delle
difese organiche causato dal virus HIV. Purtroppo non è ancora disponibile un vaccino
efficace (in corso di studio) e l'unica prospettiva terapeutica si basa sulla combinazione
di una serie di farmaci mirati a bloccare la replicazione del virus e ad arrestare
quindi la progressione della malattia.
I NUMERI DELL'EPIDEMIA (agosto 2008)
Numero di persone viventi con l'HIV
Bambini sotto i 15 anni
2 milioni
Nuove infezioni nel 2007
Bambini sotto i 15 anni
370.000
Malati deceduti nel 2007
Bambini sotto i 15 anni
270.000
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
L'allungamento del tempo di incubazione e della sopravvivenza ha determinato una
diminuzione dei nuovi casi di AIDS, ma anche un aumento delle persone malate attualmente
viventi. Analogamente, nonostante l'incidenza di nuove infezioni sia diminuita rispetto
a quella riscontrata a metà degli anni Ottanta e tenda ad essere pressoché stabile,
l'allungamento della sopravvivenza determina ora una tendenza all'aumento dei sieropositivi
nel nostro Paese. Per questo motivo, nonostante un cauto ottimismo non sia del tutto
fuori luogo, è quanto mai necessario continuare a monitorare con attenzione l'epidemia
e mettere in atto efficaci interventi di prevenzione.
Aids in Italia
Da quando è stata posta la prima diagnosi di AIDS, nel 1982, in Italia sono stati
segnalati ad oggi (novembre 2006) quasi 60.000 casi, di questi quasi 40.000 hanno
causato un decesso. I nuovi casi di infezione ogni anno sono circa 3.500, mentre
le persone sieropositive in vita sono circa 100.000-130.000. Aumentano, comunque,
le persone che riescono a tenere sotto controllo la malattia: sono, infatti, più
di 22.000 i pazienti che, grazie all'effetto delle terapie antiretrovirali combinate,
sopravvivono all'AIDS. E' quanto emerge dall'aggiornamento dei dati effettuato dal
Centro Operativo AntiAids (COA) dell'ISS relativamente alla diffusione dell'epidemia
nel nostro Paese.
L'incidenza di nuovi casi di AIDS è diminuita progressivamente nel corso degli anni.
Dopo un picco nel 1995 con più di 5.600 casi in un anno, si è passati a 1452 casi
nel 2005, mentre i dati parziali del 2006 (fino a novembre), indicano sinora la
notifica di 758 casi.
Si modificano, inoltre, le caratteristiche delle persone affette da AIDS. In particolare,
aumenta l'età media alla diagnosi, che è ora di 43 anni per gli uomini e di 39 per
le donne. Similmente a quanto riportato per i casi di AIDS, anche tra le nuove diagnosi
di infezione da HIV si osserva un aumento dell'età media al momento della diagnosi
di infezione da HIV, passata dai 25 anni nel 1985 ai 35 anni nel 2004.
Un cambiamento analogo si registra nelle categorie di trasmissione: diminuiscono
drasticamente i casi riscontrati nei tossicodipendenti, con una quota che scende
dal 74,3% nel 1985 al 14,6% nel 2004, mentre aumenta purtroppo quella risultante
da una trasmissione sessuale, sia etero che omosessuale, che nello stesso periodo
è salita dal 9,1% al 69%. Infine, aumenta la proporzione di casi diagnosticati in
stranieri e il numero di persone che scoprono tardi essere sieropositive, mostrando
così di sottovalutare il rischio di contrarre l'infezione. La proporzione di donne
è inoltre aumentata progressivamente negli anni: il rapporto maschi/femmine che
era di 3,4 nel 1985 è di 2,2 nel 2004.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità