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sabato 1 novembre 2014
Codice di condotta
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Premesse

Il presente Codice di condotta (di seguito il "Codice"), ha lo scopo di introdurre e rendere vincolanti nelle società del Gruppo (Boehringer Ingelheim Italia S.p.A., Bidachem S.p.A.) (di seguito il "Gruppo") i principi e le regole di condotta rilevanti ai fini della ragionevole prevenzione dei reati indicati nel D.Lgs. n. 231/2001. Esso, mirando a raccomandare, promuovere o vietare determinati comportamenti, si compone di un insieme di principi e regole che il Gruppo esige siano rispettate.

L'osservanza delle disposizioni e delle regole comportamentali previste nel presente Codice costituisce adempimento da parte dei dipendenti delle società del Gruppo degli obblighi previsti dall'art. 2104, comma 2, c.c.; obblighi dei quali il contenuto del Codice rappresenta parte sostanziale ed integrante.

Il presente Codice, viene approvato inizialmente dal Consiglio di Amministrazione della controllante e, successivamente dal vertice delle altre società del Gruppo e, come tale, costituisce un documento ufficiale da conoscere e rispettare.

Esso è rivolto a: dipendenti, consulenti, collaboratori, agenti, procuratori e terzi (di seguito complessivamente denominati i "Destinatari del Codice") che operando per conto della Società specialmente nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e/o con Pubblici Ufficiali/Incaricati di Pubblico Servizio, italiano o esteri, (di seguito complessivamente denominati per semplicità la "Pubblica Amministrazione" o "P.A.").

Che cosa dispone il D.Lgs. n. 231/2001

Che cosa prevede il Decreto?

Il Decreto prevede che la Società è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o vantaggio da:
a) persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione della Società (c.d. "apicali");
b) persone sottoposte alla direzione o vigilanza di uno dei soggetti sub a).

La Società non risponde del reato commesso dalle persone sopra indicate, qualora dimostri (...tra l'altro) di aver:

  • adottato ed efficacemente attuato modelli organizzativi e di gestione idonei a prevenire i reati della specie di quello verificatosi;
  • affidato ad un Organismo dell'Ente il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli.

Quali sono le responsabilità per la Società?

Qualora la Società non sia in grado di provare quanto sopra esposto essa incorre nelle seguenti misure sanzionatorie:
a) Sanzioni pecuniarie: da un minimo di Euro 25.823 ad un massimo di Euro 1.549.371
b) Sanzioni interdittive (durata non inferiore a 3 mesi e non superiore a 2 anni):

  • Interdizione dall'esercizio dell'attività;
  • Sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;
  • Divieto di contrarre con la PA;
  • Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi;
  • Divieto di pubblicizzare beni o servizi.

c) Confisca: del prezzo o del profitto del reato;
d) Pubblicazione della sentenza di condanna.

Quali sono i rischi per i soggetti che commettono uno dei reati indicati dal Decreto?

Chiunque commetta uno dei reati indicati dal Decreto, sarà personalmente e penalmente responsabile per la condotta illecita che ha posto in essere.

Quali sono i reati che fanno scattare la responsabilità della Società?

  • Reati contro la Pubblica Amministrazione - Art. 25
  • Reati contro il Patrimonio della Pubblica Amministrazione - Art. 24
  • Delitti informatici e trattamento illecito di dati - Art. 24 bis
  • Delitti di criminalità organizzata - Art. 24 ter
  • Reati contro la fede pubblica - Art. 25 bis
  • Delitti contro l'industria e il commercio - Art. 25 bis 1
  • Reati Societari - Art. 25 ter
  • Reati con finalità di terrorismo - Art. 25 quater
  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili - Art. 25 quater1
  • Reati contro la personalità individuale - Art. 25 quinquies
  • Abusi di mercato - Art. 25 sexies
  • Reati transnazionali - (L. n. 146/2006)
  • Lesioni colpose e omicidio colposo (L. 123/2007) - Art. 25 septies
  • Ricettazione, Riciclaggio ed impiego di utilità illecite - Art. 25 opties
  • Delitti in materia di violazione del diritto d'autore - Art. 25 novies
  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria - Art. 25 decies
  • Reati ambientali - Art. 25 undecies
  • Impiego di cittadini terzi il cui soggiorno è irregolare Art. 25 duodecies

Cos'è un Modello di organizzazione e di gestione?

Un complesso di regole, strumenti e condotte costruito al fine della prevenzione dell'evento reato, funzionale a dotare la Società di un efficace sistema organizzativo e di gestione ragionevolmente idoneo ad individuare e prevenire le condotte penalmente rilevanti poste in essere dai soggetti apicali o dai loro sottoposti.

Il modello si compone dei seguenti elementi:

  • procedure operative e protocolli per regolamentare il processo di formazione e di attuazione delle decisioni dell'Ente;
  • Organismo di Vigilanza;
  • Sistema disciplinare interno;
  • Attività di Formazione specifica;
  • Codice di condotta.

Che cos'è un codice di condotta?

I codici di condotta sono documenti ufficiali della Società, che contengono l'insieme dei principi e delle regole cui essa informa la propria attività e quella dei soggetti che operano per suo conto. Tali codici mirano a raccomandare, promuovere o vietare determinati comportamenti, al di là ed indipendentemente da quanto previsto a livello normativo. I codici sono documenti voluti ed approvati dal massimo vertice della Società.

Chi è un Pubblico Ufficiale?

L'art. 357 c.p. definisce il pubblico ufficiale colui che "esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa".

E' pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della Pubblica Amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi".

  • Sono norme di diritto pubblico quelle che sono volte al perseguimento di uno scopo pubblico ed alla tutela di un interesse pubblico.
  • Il potere autoritativo è quel potere che permette alla P.A. di realizzare i suoi fini mediante veri e propri comandi, rispetto ai quali il privato si trova in una posizione di soggezione. Si tratta dell'attività in cui si esprime il c.d. potere d'imperio, che comprende sia i poteri di coercizione (arresto, perquisizione ecc.) e di contestazione di violazioni di legge (accertamento di contravvenzioni ecc.), sia i poteri di supremazia gerarchica all'interno di pubblici uffici.
  • Il potere certificativo è quello che attribuisce al certificatore il potere di attestare un fatto facente prova fino a querela di falso.

Esempi:

Sono Pubblico Ufficiali:

  • Il Medico di guardia
  • Il Medico convenzionato con SSN
  • I Dipendenti Universitari
  • Il Componente commissione Gare d'Appalto ASL
  • I Militari della Guardia di Finanza
  • I Militari dei Carabinieri o NAS
  • Gli agenti della Polizia di Stato
  • I Vigili Urbani

Chi è un Incaricato di Pubblico Servizio?

L'art. 358 c.p. definisce la persona incaricata di un pubblico servizio colui che "a qualunque titolo presta un pubblico servizio".

  • "a qualunque titolo" deve intendersi nel senso che un soggetto esercita una pubblica funzione, anche senza una formale o regolare investitura (incaricato di un pubblico servizio "di fatto"). Non rileva, infatti, il rapporto esistente tra la P.A. e il soggetto che esplica il servizio.
  • per "Pubblico Servizio" si intende un'attività disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, ma caratterizzata dalla mancanza di poteri autoritativi e certificativi.

Esempi:

Sono Incaricati di Pubblico Servizio:

  • Medico dipendente del SSN
  • Specialista convenzionato, cosiddetto "interno" che svolge attività negli ambulatori del SSN
  • Medico di base e pediatra di libera scelta convenzionato
  • Medico universitario che presta assistenza in regime di convenzione
  • Medico dipendente con rapporto di collaborazione coordinata e continuata con istituti di ricovero e cura (pubblici e privati)
  • Medici dipendenti di "Organismi Pubblici" (Enti finanziati in misura superiore al 50% da denaro pubblico)

Che cos'è l'Organismo di Vigilanza?

È un organismo interno della Società, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, cui è stato affidato il compito di vigilare sull'efficacia del Modello e/o dei suoi elementi costitutivi e di curarne il loro aggiornamento.

Che cos'è il Sistema disciplinare?

Il Sistema disciplinare è previsto dall'art. 6, comma 2, lett. e) del Decreto, ed ha lo scopo di rendere precettive tutte le misure indicate nel Modello, sanzionando il mancato rispetto delle stesse.


Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 27 settembre 2013

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